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Art. 637 Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 637 Codice di Procedura Civile

Fideiussore consumatore: la tutela della Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito che la qualifica di fideiussore consumatore deve essere determinata in base all'attività svolta dal garante e non da quella del debitore principale. Nel caso esaminato, alcuni garanti avevano contestato un decreto ingiuntivo bancario eccependo l'incompetenza territoriale del giudice. Mentre i giudici di merito avevano negato la tutela consumeristica poiché il debito garantito era di natura imprenditoriale, la Suprema Corte ha cassato la decisione. Il principio cardine è che se una persona fisica garantisce un debito per scopi estranei alla propria attività professionale, essa agisce come consumatore, beneficiando del foro competente presso la propria residenza.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33028/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso per regolamento di competenza presentato da un ente locale contro un avvocato. L'ente contestava la competenza territoriale del tribunale che aveva emesso un decreto ingiuntivo per il pagamento di onorari professionali. La Suprema Corte ha chiarito che il ricorso è inammissibile perché l'ordinanza del giudice di merito, che rigettava l'eccezione di incompetenza senza decidere la questione in via definitiva, ha natura meramente ordinatoria e non decisoria, e quindi non è immediatamente impugnabile con questo strumento.
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Onere della prova banca: la Cassazione si pronuncia
Un correntista si oppone a un decreto ingiuntivo della sua banca. La Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che in tema di onere della prova banca, l'istituto di credito non può limitarsi a produrre l'estratto conto certificato, ma deve fornire la prova completa del proprio credito con contratto e estratti conto integrali, specie se vengono contestati anatocismo e usura. La sentenza d'appello viene cassata con rinvio.
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Onere della prova riscossione tributi: chi prova?
Un ente locale ha chiesto l'ammissione al passivo di una società di riscossione per crediti non versati. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione precedente, ha stabilito che l'onere della prova riscossione tributi grava sulla società concessionaria. Quest'ultima deve dimostrare di non aver incassato le somme dai contribuenti, e non il Comune a dover provare l'avvenuto incasso. Il creditore deve solo provare la fonte del suo diritto (il contratto di concessione) e allegare l'inadempimento.
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