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Art. 633 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 633 Codice di Procedura Civile

Omessa pronuncia: Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello a causa di una omessa pronuncia su specifici motivi di gravame. Il caso, originato da una complessa compravendita immobiliare del 1988, vedeva contrapposti acquirenti e venditori su questioni di risarcimento danni, rimborso spese e validità degli atti. La Suprema Corte ha accolto i ricorsi degli acquirenti, rilevando che i giudici di secondo grado non si erano espressi su una domanda di risarcimento per il ritardo nella trascrizione dell'atto e su un motivo d'appello relativo al rimborso delle spese per la cancellazione di ipoteche. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Annullabilità delibera condominiale: termini e vizi
Un nudo proprietario ha impugnato un decreto ingiuntivo per spese condominiali, lamentando vizi nelle delibere. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la mancata convocazione dell'usufruttuario e l'errata ripartizione delle spese causano l'annullabilità della delibera condominiale, non la nullità. Tali vizi devono essere contestati entro il termine di decadenza di 30 giorni, anche tramite domanda riconvenzionale in sede di opposizione al decreto.
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Compenso stragiudiziale avvocato: rito errato, che fare?
Un avvocato ha citato in giudizio un ex cliente per ottenere il pagamento delle sue prestazioni professionali stragiudiziali. Il Tribunale ha erroneamente applicato il rito speciale previsto per i compensi giudiziali, rigettando la domanda. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che per il compenso stragiudiziale avvocato si deve sempre utilizzare il rito ordinario. L'errore del giudice di primo grado aveva infatti privato l'avvocato di un grado di giudizio, ledendo il suo diritto di difesa. Il caso è stato rinviato al Tribunale per essere deciso secondo la procedura corretta.
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Incarico professionale società: chi paga i costi?
La Corte di Cassazione ha stabilito che i soci fondatori che conferiscono un incarico professionale per la costituzione di una società sono personalmente responsabili del pagamento dei compensi, anche se l'incarico è finalizzato alla creazione dell'ente. La Corte ha chiarito che tale rapporto non rientra nella tutela del consumatore e che la previsione statutaria di accollo delle spese da parte della società non libera automaticamente i committenti originari.
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