La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per tentata estorsione e lesioni personali ai danni di un operatore di mercato. L'imputato aveva aggredito la vittima, causandole lesioni guaribili in sette giorni, nel tentativo di imporre il proprio controllo sulle attività commerciali della zona. La difesa contestava l'attendibilità della vittima e la gravità della pena applicata. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione dei gradi precedenti, ritenendo la ricostruzione dei fatti solida e coerente, supportata da video e testimonianze. La Cassazione ha ribadito che la determinazione della pena spetta al giudice di merito, che ha correttamente valutato non solo la durata della malattia della vittima, ma la gravità complessiva della condotta e la personalità dell'aggressore. L'imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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