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Art. 629 Codice Penale — Sezione Quinta Penale

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Altri anni per Art. 629 Codice Penale

Custodia Cautelare Mafia: La Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un individuo sottoposto a custodia cautelare per associazione di tipo mafioso ed estorsione. La sentenza chiarisce che la Cassazione non può riesaminare nel merito i gravi indizi di colpevolezza, ma solo verificare la logicità della motivazione del provvedimento impugnato. È stata inoltre confermata l'applicazione della presunzione di pericolosità sociale per i reati di mafia, che giustifica la custodia in carcere come misura adeguata, a meno che non sia provato un definitivo allontanamento dal contesto criminale.
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Associazione mafiosa: coesistenza con spaccio di droga
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo accusato di appartenere sia a un'associazione mafiosa sia a un'organizzazione parallela di narcotraffico. La difesa sosteneva che essere vittima di estorsione da parte dello stesso clan escludesse l'appartenenza. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'associazione mafiosa può coesistere con un'altra associazione criminale e che il pagamento di un "contributo" interno non nega la partecipazione al sodalizio. È stata inoltre confermata la responsabilità per concorso in estorsione basata sulla presenza intimidatoria durante la richiesta di pizzo.
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Concorso morale: basta rafforzare l’intento criminoso
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare per estorsione, stabilendo che si configura il concorso morale anche quando un soggetto, pur non partecipando all'esecuzione materiale, fornisce informazioni decisive (come l'esistenza di un'auto di lusso) e offre il proprio contributo, rafforzando così il proposito criminoso degli altri co-indagati. La Corte ha ritenuto irrilevante che il contributo non si sia poi concretizzato, poiché l'azione ha avuto un'efficacia causale nella fase ideativa e preparatoria del reato.
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