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Art. 628-bis Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 628-bis Codice di Procedura Penale

Ergastolo ostativo: limiti al rimedio straordinario
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto che chiedeva l'applicazione dell'art. 628-bis c.p.p. per annullare i precedenti dinieghi alla liberazione condizionale legati al regime dell'ergastolo ostativo. La Corte ha stabilito che tale rimedio straordinario è limitato alle sentenze di condanna e non ai provvedimenti di sorveglianza, i quali possono essere superati tramite una nuova istanza basata sulla recente riforma legislativa che ha rimosso gli automatismi preclusivi.
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Violazione CEDU: l’istanza personale è obbligatoria, ricorso nullo
Un detenuto, tramite il suo avvocato, ha chiesto di eliminare gli effetti di una condanna per violazione dei diritti sanciti dalla C.E.D.U. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio chiave affermato è che l'istanza personale ex art. 628-bis c.p.p. è un requisito fondamentale. La richiesta deve essere presentata e sottoscritta direttamente dal condannato, non potendo essere interamente delegata al legale, anche se munito di procura speciale. La genericità e la forma caotica dell'atto hanno contribuito alla decisione negativa, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Rimedio ex art. 628-bis cpp: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al nuovo rimedio ex art. 628-bis cpp. Un condannato all'ergastolo, a seguito di una pronuncia della Corte EDU che riconosceva la violazione del suo diritto alla corrispondenza (art. 8 e 13 CEDU), ha chiesto la revisione della sua pena. Sosteneva che tale violazione gli avesse impedito di accedere al rito abbreviato. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che non è sufficiente una violazione convenzionale per ottenere una revisione. È necessario dimostrare una "incidenza effettiva e concreta" della violazione sull'esito del processo, un nesso causale che il ricorrente non è riuscito a provare in modo specifico.
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Violazione CEDU: la Cassazione annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omicidio a seguito di una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU). La CEDU aveva riscontrato una violazione del diritto a un equo processo (art. 6 CEDU) perché la Corte d'Appello aveva ribaltato una precedente assoluzione basandosi su una diversa interpretazione delle testimonianze, senza però procedere a una nuova escussione dei testimoni chiave. La Cassazione, applicando l'art. 628-bis c.p.p., ha revocato la propria precedente sentenza di rigetto e ha annullato la condanna d'appello, disponendo un nuovo processo per sanare la violazione CEDU.
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