Un detenuto, tramite il suo avvocato, ha chiesto di eliminare gli effetti di una condanna per violazione dei diritti sanciti dalla C.E.D.U. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio chiave affermato è che l'istanza personale ex art. 628-bis c.p.p. è un requisito fondamentale. La richiesta deve essere presentata e sottoscritta direttamente dal condannato, non potendo essere interamente delegata al legale, anche se munito di procura speciale. La genericità e la forma caotica dell'atto hanno contribuito alla decisione negativa, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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