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Art. 628-bis Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

Altri anni per Art. 628-bis Codice di Procedura Penale

Ricorso straordinario per errore di fatto e CEDU: i limiti
Un detenuto condannato all'ergastolo ha lamentato il blocco ingiustificato di un plico difensivo durante la detenzione, ottenendo il riconoscimento della violazione dei diritti umani a livello europeo. Successivamente, la difesa ha chiesto di ridurre la pena o riaprire il processo, sostenendo che tale ostacolo avesse impedito la scelta del rito abbreviato. A seguito del rigetto, il condannato ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto, affermando che i giudici di legittimità avevano ignorato prove decisive sulle tempestive richieste difensive. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il rimedio: la mancata concessione del rito speciale derivava da un giudizio valutativo di merito e non da una semplice svista documentale.
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Recidiva Facoltativa: Aumento di Pena Annullato Senza Motivazione
Un uomo si è visto aumentare la pena in modo automatico a causa dei suoi precedenti penali. Ha fatto ricorso sostenendo che tale automatismo fosse illegittimo. La Corte di Cassazione gli ha dato ragione, ribadendo un principio fondamentale: l'aumento di pena per la cosiddetta 'recidiva facoltativa' non è mai automatico. Il giudice ha l'obbligo di spiegare con una motivazione specifica perché ritiene che i precedenti penali rendano il nuovo reato più grave e la persona più pericolosa. Senza questa valutazione concreta, l'aumento di pena è illegale. La Corte ha quindi annullato la decisione e ha ordinato un nuovo giudizio per ricalcolare la pena correttamente.
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Calunnia: il memoriale basta per la condanna
Una studentessa è stata condannata per il reato di calunnia dopo aver falsamente accusato il suo datore di lavoro di omicidio. Nonostante la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo abbia invalidato le sue dichiarazioni verbali iniziali a causa di violazioni procedurali durante gli interrogatori, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna. La Corte ha stabilito che un successivo memoriale, scritto volontariamente e contenente la stessa falsa accusa, era di per sé sufficiente a costituire il reato di calunnia, essendo stato acquisito come corpo del reato durante il processo. Il ricorso è stato quindi respinto.
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