Quattro imputati sono stati condannati per furti notturni in attività commerciali, ricettazione di veicoli e associazione a delinquere. La difesa ha contestato la legittimazione alla querela per furto, sostenendo che molti firmatari erano dipendenti o gestori privi di poteri societari risultanti dalle visure. La Corte di Cassazione ha confermato che la tutela penale non protegge solo la proprietà formale, ma anche il possesso e la detenzione qualificata. Pertanto, gestori, cassieri e addetti alla custodia possono sporgere valida querela anche se il fatto avviene a serrande abbassate. La Corte ha inoltre ritenuto legittima l'acquisizione tardiva dei documenti di rito e ha rigettato le censure su GPS e tabulati. I giudici hanno dichiarato estinti per prescrizione soltanto alcuni reati associativi e tentati furti per gli imputati non recidivi, confermando le restanti condanne.
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