La vicenda nasce dall'accusa verso i vertici di una società commerciale di aver evaso dazi doganali sull'importazione di frutta tramite triangolazioni con aziende terze compiacenti. Nel conseguente giudizio civile di rinvio, i giudici condannavano i responsabili al risarcimento del danno e al pagamento di una provvisionale a favore dell'Amministrazione finanziaria. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato che la domanda di condanna generica al risarcimento è pienamente valida anche se proposta fin dall'origine per il solo accertamento della responsabilità. Tuttavia, la Corte ha stabilito che l'imposta non versata non coincide automaticamente con il danno risarcibile subito dall'Erario. La pubblica amministrazione conserva infatti i propri ordinari poteri di riscossione esattoriale. La Suprema Corte ha quindi accolto parzialmente il ricorso del dirigente, cassando la sentenza con rinvio per una nuova e corretta valutazione del danno.
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