Un imprenditore, condannato per bancarotta fraudolenta a tre anni di reclusione, si è visto applicare pene accessorie per quattro anni. La Corte di Appello aveva espresso in motivazione di volerle equiparare alla pena principale, ma per un errore materiale le ha fissate a una durata superiore nel dispositivo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imprenditore, correggendo l'errore. Ha stabilito che la durata pene accessorie fallimentari deve essere coerente con la pena principale, annullando la precedente decisione sul punto e rideterminando le sanzioni accessorie in tre anni. Vince quindi l'imprenditore, che ottiene la riduzione delle pene accessorie.
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