La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio nei confronti di un automobilista trovato in possesso di sette dosi di cocaina nascoste all'interno del volante dell'auto, in un vano privo di airbag. L'uomo sosteneva che la droga fosse destinata al mero consumo personale, nascosta nel veicolo solo per evitare che la famiglia scoprisse la propria dipendenza. I giudici hanno invece ritenuto che la detenzione di stupefacenti fosse finalizzata allo spaccio, valorizzando la suddivisione della sostanza in singole dosi, la creazione di un nascondiglio appositamente modificato e il rifiuto del conducente di sbloccare il cellulare per i controlli. La Suprema Corte ha inoltre escluso le attenuanti generiche a causa dei precedenti specifici dell'imputato, dichiarando il ricorso inammissibile e condannandolo al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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