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Art. 618-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 618-bis Codice di Procedura Civile

Mancata esecuzione dolosa: finto licenziamento, vera condanna
Un creditore avviava un pignoramento presso terzi sullo stipendio del debitore. Il datore di lavoro dichiarava falsamente che il dipendente si era dimesso e che nulla era dovuto, mentre in realtà lo aveva riassunto poco dopo e gli doveva circa 13.000 euro. Il creditore, ottenuta la certezza della frode dal Centro per l'impiego, presentava querela. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del datore di lavoro per il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. I giudici hanno chiarito che il termine di tre mesi per presentare la querela decorre solo dal momento in cui la persona offesa acquisisce una conoscenza precisa e certa del fatto, e non dal momento in cui sorge un semplice sospetto. Il ricorso dell'imputato è stato quindi rigettato.
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Spese di lite: vince il ricorso ma la compensazione resta
Il Creditore ha intimato precetto di pagamento alla Società Debitrice sulla base di un'ordinanza di assegnazione crediti. La Società Debitrice ha proposto opposizione. Il Tribunale ha dichiarato l'incompetenza del primo giudice a favore del Tribunale del Lavoro, disponendo la compensazione delle spese di lite con formule generiche. Il Creditore ha fatto ricorso in Cassazione contestando tale decisione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che formule di stile come la 'peculiarità delle questioni' non giustificano la compensazione delle spese di lite. Tuttavia, decidendo nel merito, la Cassazione ha confermato la compensazione a causa dell'assoluta novità della questione giuridica trattata.
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Termine di costituzione: udienza di merito o di sospensione?
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento dell'ente previdenziale per mancata notifica dei precedenti avvisi di addebito. Il Tribunale ha dichiarato nullo l'atto, ritenendo tardiva la difesa dell'ente perché presentata dopo la prima udienza di sospensione. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il termine di costituzione del convenuto, previsto a pena di decadenza per la presentazione di prove e documenti, si riferisce esclusivamente all'udienza di discussione del merito e non a quella preliminare per la sospensione dell'atto. Di conseguenza, la decisione precedente è stata annullata con rinvio.
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Opposizione atti esecutivi: l’errore che costa caro
Un condominio ha presentato un'opposizione atti esecutivi per vedersi riconosciuta la priorità nel pagamento delle spese condominiali in una procedura di espropriazione immobiliare. Tuttavia, ha avviato il giudizio con un atto di citazione anziché con il ricorso previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'opposizione inammissibile a causa di questo vizio di forma, cassando la sentenza precedente senza nemmeno esaminare il merito della richiesta. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto delle forme processuali.
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Appello inammissibile: quando non si può impugnare
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello, dichiarando l'appello inammissibile in origine. Il caso riguardava un complesso iter processuale di opposizione all'esecuzione, in cui i creditori avevano erroneamente appellato un'ordinanza del giudice dell'esecuzione. La Suprema Corte ha chiarito che tale ordinanza non è appellabile, e il rimedio corretto sarebbe stato l'introduzione del giudizio di merito o l'opposizione agli atti esecutivi, a seconda delle circostanze. Di conseguenza, l'intero giudizio d'appello è stato invalidato.
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