Un individuo, accusato di tentato omicidio, rissa aggravata e porto abusivo di armi, era stato sottoposto a custodia cautelare in carcere. Ha presentato ricorso contro questa misura, contestando l'aggravante della premeditazione e chiedendo gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso cautelare. Ha ritenuto che la questione della premeditazione fosse irrilevante ai fini della custodia cautelare e che le argomentazioni contro la scelta della misura fossero generiche e non idonee a confutare il giudizio sulla pericolosità e la mancanza di autocontrollo dell'indagato, per cui il braccialetto elettronico non sarebbe stato sufficiente.
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