Il Condannato ha richiesto il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva per unificare le pene di quattro distinte sentenze irrevocabili relative a reati contro il patrimonio commessi tra il 2010 e il 2014, tra cui estorsione, ricettazione e tentata rapina. Il Giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta, rilevando l'assenza di un piano unitario ideato prima dell'inizio delle condotte illecite. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, stabilendo che la somiglianza dei reati e la contiguità temporale non bastano per dimostrare un unico disegno criminoso. L'ampio intervallo temporale, le diverse modalità esecutive e le interruzioni causate dagli arresti escludono una programmazione preventiva. Il ricorso è stato respinto con condanna alle spese.
Continua »