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Art. 615-quater Codice Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 615-quater Codice Penale

Accesso abusivo ad un sistema informatico: confermata la condanna
Una studentessa universitaria, collaboratrice part-time dell'ateneo, ha utilizzato le proprie credenziali e quelle sottratte a una funzionaria per modificare la propria carriera universitaria. Ha inserito esami mai sostenuti e aumentato i voti di altri, falsificando anche la firma di un professore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della studentessa, confermando la condanna penale per i reati di falso materiale e accesso abusivo ad un sistema informatico. I giudici hanno ritenuto inverosimile l'ipotesi di errori casuali commessi dalla segreteria, poich tutte le anomalie erano esclusivamente a vantaggio della studentessa e realizzate con modalit informatiche a lei ben note.
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Furto e divieto di bis in idem: quando il doppio processo è lecito
L'Imputato, condannato per il furto pluriaggravato di un portafogli contenente denaro e una carta bancomat, ha proposto ricorso in Cassazione. La difesa ha invocato la violazione del divieto di bis in idem, sostenendo che il fatto fosse già stato giudicato in un precedente processo terminato con l'assoluzione per il reato di abusiva detenzione di codici di accesso informatici. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, evidenziando che i due processi riguardavano fatti storici diversi: il primo concerneva l'uso dei codici, mentre il secondo riguardava la sottrazione fisica del portafogli. Non essendoci identità del fatto storico, il divieto di bis in idem non trova applicazione. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Sequestro Informatico Esplorativo: Annullato Sequestro di PC e Crypto
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di sequestro a carico di un imprenditore, indagato per reati informatici. Le autorità avevano sequestrato in modo indiscriminato tutti i suoi dispositivi (PC, smartphone, crypto wallet) e account digitali. La Suprema Corte ha qualificato l'operazione come un 'sequestro informatico esplorativo', illegittimo perché il decreto della Procura era troppo generico. Mancava l'indicazione precisa delle informazioni da cercare, dei criteri di selezione e dei limiti di tempo. Questa modalità viola il diritto alla privacy e il principio di proporzionalità. Di conseguenza, tutti i beni digitali e fisici devono essere restituiti all'imprenditore, senza che l'autorità possa trattenerne copia.
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Costituzione parte civile: limiti e validità in pendenza
Un uomo, condannato per essersi introdotto nel sistema di posta elettronica del fratello al fine di creare un falso riconoscimento di debito, ricorre in Cassazione. Tra i motivi, contesta la legittimità della costituzione parte civile, sostenendo che fosse preclusa da una causa civile già pendente. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, specificando che la costituzione è ammissibile quando la causa petendi (la ragione giuridica della domanda) nei due giudizi è diversa. Nel processo civile si contestava il debito, nel penale si chiedeva il risarcimento del danno derivante dal reato. La Corte ha inoltre confermato la condanna al risarcimento dei danni.
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