Il caso riguarda un uomo condannato per il reato di minaccia grave. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'improcedibilità dell'azione penale per mancanza di una tempestiva querela, invocando le norme della riforma Cartabia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che la disciplina applicabile in materia di procedibilità a querela era quella transitoria del Decreto Legislativo n. 36/2018, poiché il procedimento era già pendente al momento dell'entrata in vigore di quest'ultimo. Di conseguenza, la querela presentata dalla vittima nel corso del giudizio, rispettando i termini assegnati dal giudice, è pienamente valida. L'imputato perde la causa e viene condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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