Un uomo è stato condannato per Omicidio volontario aggravato per aver ucciso il cugino. La lite, scatenata dalla sottrazione di 50 euro, è culminata in un'aggressione con arma da taglio. L'aggressore, dopo aver colpito la vittima, l'ha trascinata e gettata in un canale, causandone la morte per annegamento. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi difensiva del 'dolo colpito a mezza via dall'errore', secondo cui l'imputato credeva la vittima già morta. I giudici hanno invece riconosciuto un'unica azione omicida, caratterizzata da un'intenzione unitaria e costante di uccidere, escludendo anche la legittima difesa e confermando la condanna a 21 anni di reclusione.
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