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Art. 609-octies Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 609-octies Codice Penale

Violenza sessuale di gruppo: condannata anche la vedetta
Due giovani sono stati condannati per violenza sessuale di gruppo e diffusione illecita di video espliciti ai danni di due bambine. Le vittime venivano condotte con minacce in un casolare isolato, dove subivano abusi alla presenza del branco. Uno degli imputati agiva come autore materiale e promotore, mentre l'altro svolgeva il ruolo di vedetta, deridendo le minori e diffondendo le registrazioni. I difensori hanno presentato ricorso per Cassazione contestando la capacità di intendere del primo e invocando il ruolo marginale del secondo. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. I giudici hanno chiarito che anche fare da vedetta integra a pieno titolo la violenza sessuale di gruppo, poiché annulla la capacità di difesa delle vittime e rafforza il piano criminale. Le condanne a oltre tredici anni e a oltre otto anni di reclusione sono diventate definitive.
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Violenza sessuale di gruppo: condanna confermata anche senza abusi
Due uomini hanno subito la condanna a sei anni di reclusione per il reato di violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza in stato di torpore fisico. I due imputati si sono introdotti nella stanza da letto dove la giovane riposava a causa di un malore e hanno chiuso la porta a chiave. Uno degli aggressori ha compiuto abusi penetrativi completi, mentre il secondo ha sostenuto di aver tentato un approccio differente o di essere rimasto inerte. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità di entrambi. I giudici hanno chiarito che la violenza sessuale di gruppo non richiede che ciascun partecipe compia atti tipici o penetrazioni complete: è sufficiente la presenza simultanea sul luogo del delitto che rafforzi l'azione violenta e riduca le capacità difensive della persona offesa.
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Consenso Viziato da Alcol: Condannati per Stupro di Gruppo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per violenza sessuale di gruppo e pornografia minorile a carico di due giovani. Il caso ruotava attorno alla validità del consenso delle vittime, due ragazze minorenni in stato di grave intossicazione alcolica. La difesa sosteneva che gli imputati credessero nel consenso delle ragazze. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il consenso viziato da alcol non è un consenso valido. Se una persona non è in grado di esprimere una volontà libera e cosciente a causa dell'alcol, qualsiasi atto sessuale compiuto su di lei è reato. L'ignoranza della legge da parte degli aggressori è stata giudicata irrilevante.
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Violenza sessuale di gruppo: la ‘compresenza’ spiegata
La Cassazione conferma la condanna per violenza sessuale di gruppo a carico di un uomo che, con un complice, aveva aggredito tre donne. La Corte chiarisce che il requisito della 'compresenza' non richiede il contatto visivo costante tra i correi, essendo sufficiente la loro presenza simultanea sul luogo del reato, tale da aumentare la forza intimidatrice e ridurre la capacità di difesa delle vittime.
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Violenza sessuale tentata: l’autoerotismo è reato?
Un uomo compie atti di autoerotismo davanti a una minore. La Cassazione chiarisce che non è violenza sessuale consumata per assenza di contatto, ma configura violenza sessuale tentata. Il reato è dichiarato prescritto, ma vengono confermati gli effetti civili e il risarcimento del danno alla vittima.
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Attendibilità persona offesa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati, confermando la loro condanna per violenza sessuale di gruppo. La sentenza ribadisce il principio secondo cui la testimonianza della vittima costituisce prova piena, a condizione che sia sottoposta a un vaglio rigoroso di credibilità soggettiva e attendibilità intrinseca. La Corte ha ritenuto logica e coerente la valutazione dei giudici di merito, che non hanno considerato decisive ai fini dell'inattendibilità né la psicopatologia della vittima né il suo uso di stupefacenti, in quanto non incidenti sulla sua capacità di percepire la realtà dei fatti denunciati.
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Violenza sessuale di gruppo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per violenza sessuale di gruppo, dichiarando inammissibili i ricorsi degli imputati. La decisione si basa sulla logicità della motivazione della Corte d'Appello, che ha ritenuto attendibile la testimonianza della vittima, corroborata da prove testimoniali e scientifiche (DNA), respingendo i tentativi della difesa di ottenere una nuova valutazione dei fatti.
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