La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10690/2024, ha chiarito i criteri per la contestazione delle aggravanti. Nel caso di detenzione di materiale pedopornografico, la Corte ha stabilito che la semplice indicazione nell'imputazione di "centinaia di immagini e video" è sufficiente a integrare la contestazione dell'aggravante dell'ingente quantità, senza necessità di utilizzare formule legali specifiche. Questo perché una tale descrizione mette l'imputato in condizione di difendersi pienamente sul fatto. La Corte ha inoltre confermato la legittimità del diniego delle attenuanti generiche, motivato dalla gravità dei fatti.
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