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Art. 6 Codice Penale — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 6 Codice Penale

Certificato di agibilità: DURC regolare non evita la maxi sanzione
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato un'emittente televisiva e il suo rappresentante legale con oltre 400.000 euro per aver impiegato undici collaboratori autonomi dello spettacolo senza il prescritto certificato di agibilità. L'Azienda si è opposta sostenendo di possedere regolari DURC, di aver inoltrato le comunicazioni obbligatorie UNILAV e che l'onere ricadesse sui lavoratori stessi, eccependo inoltre la tardività degli accertamenti e la prescrizione. I giudici di merito hanno confermato la sanzione e la Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo di richiedere o verificare il certificato di agibilità grava esclusivamente sull'impresa che ospita le prestazioni, che DURC e UNILAV non sono equipollenti e che l'infrazione costituisce un illecito permanente.
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Certificato di agibilità: paga l’azienda, non l’artista
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato un'Azienda radiotelevisiva e il suo Legale Rappresentante per aver impiegato lavoratori dello spettacolo senza il prescritto certificato di agibilità. I ricorrenti si sono opposti, sostenendo che l'obbligo gravasse sui lavoratori e invocando l'applicazione retroattiva di una legge successiva più favorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la sanzione di oltre 42.000 euro. I giudici hanno chiarito che l'obbligo di verificare il certificato di agibilità grava esclusivamente sull'impresa che fa agire i lavoratori. Inoltre, in materia di sanzioni amministrative, si applica rigorosamente la legge vigente al momento della violazione, escludendo l'applicazione retroattiva di norme più favorevoli entrate in vigore successivamente.
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Retroattività sanzioni amministrative: la Cassazione
Una società radiofonica, sanzionata per non aver richiesto il certificato di agibilità per i suoi lavoratori dello spettacolo in un periodo precedente al 2001, ha invocato l'applicazione di una legge successiva più favorevole che ha abolito tale obbligo. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione sulla retroattività delle sanzioni amministrative di tale importanza da rimettere la decisione alle Sezioni Unite. La Corte ha sollevato dubbi sulla ragionevolezza di continuare a sanzionare una condotta che non è più considerata illecita, data la natura punitiva e l'afflittività della sanzione originale.
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Certificato agibilità: responsabilità del committente
Una società di gestione alberghiera, che aveva appaltato i servizi di animazione a un'altra impresa, è stata multata per l'impiego di lavoratori privi del certificato di agibilità. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del committente non è automatica. Per essere sanzionato, il committente deve essere effettivamente consapevole della mancanza del certificato; la semplice negligenza non è sufficiente. L'onere di provare tale consapevolezza spetta all'ente che irroga la sanzione.
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