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Art. 599-bis Codice di Procedura Penale

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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello per tentata estorsione. La Corte chiarisce che la mancata valutazione delle cause di non punibilità (art. 129 c.p.p.) non costituisce un motivo valido di ricorso, poiché l'adesione all'accordo implica la rinuncia a tali doglianze, salvo che la pena applicata sia illegale.
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Concordato in Appello: Limiti del Ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un 'concordato in appello' sulla pena rinunciando agli altri motivi, aveva tentato di contestare in Cassazione proprio i punti a cui aveva rinunciato, come la responsabilità. La sentenza ribadisce che l'accordo preclude l'impugnazione dei motivi rinunciati, limitando il ricorso a vizi specifici dell'accordo stesso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di secondo grado emessa a seguito di un concordato in appello. La Corte ribadisce che, una volta che l'imputato ha rinunciato a specifici motivi di impugnazione per ottenere un accordo sulla pena, non può riproporli in sede di legittimità. L'impugnazione del concordato in appello è consentita solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso e non per riesaminare questioni di merito o di diritto oggetto della rinuncia.
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Ricettazione lieve entità: il valore d’uso del bene
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la ricettazione di un'autovettura datata. La Corte ha stabilito che per escludere l'ipotesi di ricettazione lieve entità non conta solo lo scarso valore commerciale del bene, ma anche la sua rilevanza e utilità per la persona offesa (in questo caso, un mezzo di locomozione) e la personalità dell'imputato, come desumibile dai suoi precedenti penali.
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Concordato in appello: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 45654/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la quantificazione della pena stabilita tramite un concordato in appello. La Suprema Corte ha chiarito che, una volta raggiunto l'accordo sulla pena, non è possibile contestarne l'entità in sede di legittimità, a meno che non si tratti di una pena illegale. Questa decisione ribadisce la natura definitiva dell'accordo processuale previsto dall'art. 599-bis c.p.p.
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Notifica avvocato: nullità assoluta della sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello per un vizio di procedura. La notifica dell'udienza era stata erroneamente inviata al difensore d'ufficio anziché ai legali di fiducia nominati dall'imputato. Questo errore, secondo la Suprema Corte, costituisce una nullità assoluta e insanabile, poiché lede il fondamentale diritto di difesa dell'imputato di essere assistito dal legale da lui scelto. Di conseguenza, il processo d'appello dovrà essere celebrato nuovamente.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 45584/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza basata su un concordato in appello. L'imputato lamentava l'eccessività della pena, ma la Corte ha ribadito che tale motivo è precluso dall'accordo stesso, che implica una rinuncia a contestare la sanzione, a meno che questa non sia palesemente illegale.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di concordato in appello. L'imputato contestava l'applicazione di un'aggravante, ma la Corte ha ribadito che l'accordo tra le parti in appello comporta la rinuncia a motivi di merito, limitando l'impugnazione ai soli vizi di volontà, di consenso del PM o di illegalità della pena.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di secondo grado basata su un "concordato in appello". La Corte ribadisce che tale tipo di ricorso è consentito solo per vizi nella formazione della volontà, nel consenso del PM, o per una pena illegale, escludendo censure sulla motivazione. Con la richiesta di concordato in appello, l'imputato rinuncia alla maggior parte dei motivi di impugnazione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 45550/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte ha ribadito che, in questi casi, non è possibile contestare l'entità della pena concordata, a meno che questa non sia illegale. Il ricorso era basato sulla presunta eccessività della sanzione, un motivo non consentito dalla legge per questo specifico rito.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati contro una sentenza emessa a seguito di un concordato in appello. L'ordinanza chiarisce che tale accordo, basato sulla rinuncia ai motivi di impugnazione, preclude la possibilità di contestare nel merito la responsabilità penale o la determinazione della pena, salvo i casi di pena illegale. La decisione sottolinea la natura vincolante dell'accordo e le limitate vie di ricorso disponibili.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di concordato in appello. Avendo le parti concordato la pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., si intendono rinunciati tutti i motivi di appello diversi da quelli sulla misura della pena, rendendo inammissibili successive doglianze su vizi procedurali o sull'assoluzione nel merito.
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Ricorso inammissibile: tardività e infondatezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché presentato oltre i termini di legge e basato su motivazioni manifestamente infondate. L'imputato sosteneva erroneamente la necessità di una querela per reati (furto aggravato e porto d'armi) che sono invece procedibili d'ufficio. Di conseguenza, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di quattro imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (cosiddetto concordato in appello) rinunciando ai motivi di merito, hanno tentato di sollevare le medesime questioni in sede di legittimità. La sentenza ribadisce che il concordato in appello limita la cognizione del giudice ai soli aspetti non rinunciati, precludendo un nuovo esame del merito o la valutazione di cause di proscioglimento.
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Concordato in appello: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per violazione delle misure di prevenzione. Il motivo principale, basato sul mancato accordo per un concordato in appello (patteggiamento in appello) a causa del dissenso del Procuratore Generale, è stato respinto. La Corte ha ribadito che la volontà del PM in questa procedura non è sindacabile dal giudice, confermando la condanna e sanzionando il ricorrente per l'inammissibilità del ricorso.
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Accordo in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 45446/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver siglato un accordo in appello per la rideterminazione della pena, aveva impugnato la sentenza. La Corte ha chiarito che l'accordo processuale comporta la rinuncia agli altri motivi, creando una preclusione che impedisce di contestare la condanna in Cassazione, anche per questioni di qualificazione giuridica del reato.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena in appello tramite il cosiddetto 'patteggiamento in appello', ha lamentato un vizio di motivazione della sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo sulla pena costituisce una rinuncia ai motivi di impugnazione, creando una preclusione processuale che impedisce di sollevare tali questioni in sede di legittimità, anche se relative a profili rilevabili d'ufficio.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44863/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento in appello. La Corte ha ribadito che, una volta accettato il 'concordato in appello', l'imputato rinuncia a contestare la valutazione del giudice su eventuali cause di proscioglimento. Il ricorso è ammesso solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM o a una decisione difforme dall'accordo.
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Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 44862/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di concordato in appello. La Corte ha chiarito che non si possono contestare la qualificazione giuridica del reato o la congruità della pena, poiché tali motivi si intendono rinunciati con l'accordo.
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Ricorso inammissibile post-concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44806/2023, ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza d'appello emessa a seguito di un 'concordato sui motivi'. La Corte ha ribadito che l'accordo tra le parti in appello preclude la possibilità di sollevare ulteriori questioni in Cassazione, ad eccezione del caso di pena illegale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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