La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di esplosivi, rigettando i ricorsi presentati dagli imputati. Il fulcro della decisione riguarda la validità delle intercettazioni telefoniche e il riconoscimento vocale effettuato dalla polizia giudiziaria. La Corte ha stabilito che il riconoscimento informale della voce costituisce un accertamento fattuale legittimo, utilizzabile dal giudice secondo il principio del libero convincimento. Inoltre, è stata confermata la legittimità dell'acquisizione di atti d'indagine redatti da un ufficiale nel frattempo deceduto, qualificandoli come atti irripetibili ai sensi dell'art. 512 c.p.p.
Continua »