La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12155/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per evasione. L'imputato, ai domiciliari, era stato trovato a tre metri da casa. La Suprema Corte ha stabilito che la questione dell'evasione per tenuità del fatto non può basarsi solo sulla minima distanza, ma deve considerare altri elementi come i precedenti penali e la recente applicazione della misura cautelare, che nel caso specifico indicavano una condotta non trascurabile e una pericolosità sociale.
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