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Art. 595 Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 595 Codice Penale

Trattamento illecito dati: offese online non bastano per il reato
Una persona pubblica online dati personali e commenti offensivi sui propri vicini, venendo condannata per diffamazione e trattamento illecito di dati personali. La Corte di Cassazione, però, annulla la condanna penale. La Corte stabilisce un principio fondamentale: per configurare il reato di trattamento illecito di dati personali non basta la semplice pubblicazione, ma è necessario dimostrare che l'autore ha agito con lo scopo specifico di arrecare un danno ('nocumento'). Poiché questa prova mancava e il reato era ormai prescritto, la condanna penale viene cancellata, ma la causa torna a un giudice civile per la valutazione del risarcimento dei danni.
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Diffamazione sui social: le sanzioni penali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di diffamazione aggravata a carico di un utente che aveva pubblicato post offensivi su una piattaforma digitale. La decisione ribadisce che la diffusione di contenuti denigratori tramite i social network configura l'aggravante del mezzo di pubblicità, poiché il messaggio è potenzialmente idoneo a raggiungere un numero indeterminato di persone, ledendo gravemente la reputazione della persona offesa.
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Tenuità del fatto e risarcimento: la Cassazione decide
Due imputati per violazione del diritto d'autore e diffamazione, assolti in appello per la particolare tenuità del fatto, si vedevano revocare la condanna al risarcimento del danno disposta in primo grado. La parte civile ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla parte penale, ma ha annullato la sentenza riguardo alla revoca delle statuizioni civili, affermando che il giudice, anche in caso di assoluzione per tenuità del fatto, deve pronunciarsi sulla domanda di risarcimento del danno.
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Inammissibilità del ricorso per omissioni contributive
La Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imprenditore condannato per omissioni contributive. I motivi, tra cui l'errato calcolo della prescrizione e il travisamento della prova, sono stati ritenuti manifestamente infondati. Questa decisione ha precluso l'esame nel merito, confermando la condanna e le statuizioni civili.
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