La vicenda nasce dalla pubblicazione di un articolo giornalistico su un presunto allarme amianto. La redazione ha intitolato il pezzo definendo i denuncianti come menagrami di professione. Il testo dell'articolo non presentava profili illeciti, ma il titolo ha leso l'onore del presidente dell'associazione ambientalista coinvolta. Il direttore responsabile del quotidiano ha subito una condanna penale per non aver impedito la diffusione del titolo offensivo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione. I giudici hanno chiarito che l'attacco personale contenuto nel titolo integra la diffamazione a mezzo stampa. Il diritto di critica non protegge l'uso di espressioni denigratorie e prive di pertinenza oggettiva. Il direttore del giornale deve quindi pagare la sanzione pecuniaria e le spese del procedimento.
Continua »