La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro una sentenza relativa a un **mandato di arresto europeo**. Il ricorso, inviato per posta raccomandata, è giunto in cancelleria oltre il termine perentorio di cinque giorni dalla notifica della sentenza. Per i mandati di arresto europeo, la legge richiede il deposito diretto in cancelleria entro il termine, non essendo sufficiente la sola spedizione. Questa regola mira a garantire la rapidità delle procedure. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro.
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