Un soggetto riceve due condanne per lo stesso reato continuato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. Egli si oppone, invocando il divieto di bis in idem, che impedisce di essere processati due volte per il medesimo fatto. La Corte di Cassazione, però, respinge il ricorso. I giudici chiariscono che, nel caso di un reato la cui condotta si protrae nel tempo, è legittimo emettere più sentenze. La prima condanna 'fotografa' e punisce il comportamento fino a una certa data; la seconda punisce la prosecuzione dello stesso comportamento illegale dopo quella data. Non si tratta quindi dello stesso fatto, ma di due segmenti temporali diversi della stessa condotta.
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