Due marinai, accusati di contrabbando di corallo, hanno impugnato la sentenza d'appello che dichiarava la prescrizione del reato ma confermava la confisca di beni (il corallo e una somma di denaro). I ricorrenti chiedevano l'assoluzione nel merito e la restituzione dei beni sequestrati. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. I giudici hanno chiarito che i marinai non avevano alcun interesse ad agire contro la confisca di beni, poiché essi stessi avevano ammesso che il corallo apparteneva a una società terza estranea al processo. Inoltre, l'assoluzione per prescrizione richiede un'evidenza immediata dell'innocenza, assente in questo caso. Di conseguenza, la confisca è stata confermata e i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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