LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 555 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 555 Codice Civile

Eredità Contesa: La Lesione di legittima e le Donazioni Nascoste
Una coniuge ha agito in giudizio per tutelare la sua **lesione di legittima** contro gli eredi del marito. Il defunto aveva effettuato donazioni indirette (vendite a prezzi irrisori, configurando un *negotium mixtum cum donatione*) e disposizioni testamentarie che avevano ridotto la quota spettante alla moglie. La Corte di Cassazione ha confermato che la domanda di riduzione delle donazioni non era nuova, anche se inizialmente era stata richiesta la collazione, poiché i fatti erano già stati esposti. Ha ribadito che il legittimario, agendo per la **lesione di legittima**, è considerato terzo e può provare la simulazione con ogni mezzo. La Cassazione ha rigettato i ricorsi, confermando il diritto della coniuge a ricevere un risarcimento per la quota di eredità lesa.
Continua »
Azione di riduzione: restituzione in natura o risarcimento?
Le Sorelle Coeredi hanno promosso un'azione di riduzione contro Il Fratello Acquirente, contestando la vendita della nuda proprietà di due immobili da parte della madre come donazione indiretta lesiva della loro quota di legittima. I giudici di merito hanno accolto la domanda, condannando il fratello a versare una somma in denaro alla comunione ereditaria e disponendo la vendita degli immobili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fratello, stabilendo che la reintegrazione della legittima deve avvenire preferibilmente in natura e non in denaro, per evitare una doppia e ingiusta quantificazione del danno. Inoltre, la Corte ha chiarito che la riduzione giova solo ai coeredi che hanno effettivamente agito in giudizio, escludendo i fratelli rimasti contumaci. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Riunione fittizia: donazioni al cognato incluse nel calcolo
Una donna ha impugnato il testamento e le donazioni del padre defunto, lamentando la lesione della propria quota di legittima. Il padre aveva donato un immobile alla sorella e al cognato. I giudici di merito avevano escluso dal calcolo dell'eredità la quota donata al cognato, poiché l'azione contro di lui era inammissibile. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che la riunione fittizia è un'operazione puramente contabile. Pertanto, per calcolare la quota spettante ai legittimari, si devono sommare tutte le donazioni fatte in vita dal defunto, a prescindere dal fatto che tali donazioni siano poi concretamente riducibili o meno. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Azione di riduzione: il curatore fallimentare batte i donatari
Il Curatore Fallimentare di un erede ha esercitato l'azione di riduzione per reintegrare la quota di riserva del fallito, lesa dalle donazioni immobiliari fatte in vita dal padre defunto. I donatari hanno impugnato la decisione sostenendo che il curatore non potesse agire e che mancasse la prova specifica del valore dei beni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei donatari. Ha stabilito che il curatore fallimentare, previa autorizzazione, può accettare l'eredità e agire in riduzione. Inoltre, per l'azione di riduzione non servono prove matematiche eccessivamente rigide se l'insufficienza dei beni ereditari è palese. Vince il Fallimento, che ottiene la conferma della riduzione delle donazioni per soddisfare i creditori.
Continua »
Azione di riduzione: finta vendita non cancella la legittima
Il Padre vende alcuni immobili al Coerede Convenuto e lo nomina erede universale nel testamento. Il Fratello Escluso, scoprendo di essere stato privato della sua quota, avvia un'azione di riduzione per lesione della legittima e chiede di accertare che le vendite erano in realtà donazioni simulate. La Corte d'Appello accoglie le richieste del Fratello Escluso, riconoscendogli un terzo dell'eredità. Il Coerede Convenuto ricorre in Cassazione, sostenendo che la domanda fosse tardiva e che il Padre avesse riconosciuto un debito nei suoi confronti per giustificare i trasferimenti. La Cassazione rigetta il ricorso: l'azione di riduzione è stata proposta tempestivamente e le dichiarazioni scritte del defunto non vincolano il legittimario, che agisce come terzo a tutela dei propri diritti.
Continua »