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Art. 553 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 553 Codice Civile

Debito e testamento: l’azione revocatoria si ferma in Cassazione
Un debitore, escluso dal testamento del padre a favore della madre, stipula con quest'ultima un accordo privato ricevendo una somma di denaro per rinunciare implicitamente a rivendicare la propria quota di legittima. La creditrice avvia un'azione surrogatoria per tutelare il proprio credito e, successivamente, propone un'azione revocatoria per dichiarare inefficace tale accordo privato. La Corte d'Appello accoglie la domanda della creditrice. I ricorrenti propongono ricorso in Cassazione, contestando la sussistenza dei presupposti delle due azioni. La Suprema Corte, rilevando che la complessa questione sul coordinamento tra azione surrogatoria e azione revocatoria in materia di tutela del legittimario pretermesso è stata già rimessa alle Sezioni Unite, decide di rinviare la causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia risolutiva.
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Eccezione di incompetenza: onere della contestazione
Una figlia, esclusa dall'eredità materna, intenta un'azione revocatoria a Firenze contro gli eredi e una società acquirente di beni ereditari. I convenuti sollevano un'eccezione di incompetenza, sostenendo la competenza del tribunale del luogo di apertura della successione. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, dichiara competente il Tribunale di Firenze. La ragione risiede in un vizio procedurale: l'eccezione di incompetenza era incompleta, poiché i convenuti non avevano contestato la sussistenza di tutti i fori alternativi previsti dalla legge per la società convenuta (art. 19 c.p.c.), rendendo così l'eccezione inefficace e radicando la competenza del giudice adito.
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Erede legittimario agricoltore: diritto al contratto?
La Corte di Cassazione stabilisce che un figlio agricoltore, escluso dal testamento materno perché già soddisfatto nella sua quota di legittima, può essere considerato "erede" ai fini dell'art. 49 della legge sui contratti agrari. Questa sentenza chiarisce che l'erede legittimario agricoltore ha il diritto di continuare nella conduzione dei fondi familiari, anche se non è stato formalmente istituito erede, per tutelare la continuità dell'impresa agricola.
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