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Art. 552 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 552 Codice Civile

Rinuncia all’eredità e donazione: beni contesi tra eredi
Due fratelli ricevono beni immobiliari dal padre tramite atto donativo e successivamente rinunciano all'eredità paterna. Uno dei fratelli richiede la divisione giudiziale degli immobili comuni. La controversia giunge in Cassazione, che esamina gli effetti della fattispecie di rinuncia all'eredità e donazione in conto di legittima dopo il subentro dei figli per rappresentazione. I giudici sollevano inoltre un dubbio preliminare sull'autentica della procura ad litem da parte di un funzionario giudiziario. Vista la complessità nomofilattica e l'assenza di precedenti conformi, la Suprema Corte rimette la causa alla pubblica udienza.
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Rinuncia all’eredità: la donazione ricevuta dal genitore si perde?
La Corte di Cassazione affronta il complesso rapporto tra rinuncia all'eredità e donazioni ricevute in vita. Un figlio, donatario di un immobile dal padre, rinunciava all'eredità di quest'ultimo. I suoi figli subentravano come eredi per rappresentazione. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il rinunciante ha diritto di trattenere la donazione. Tuttavia, i suoi discendenti che ereditano per rappresentazione hanno l'obbligo di imputare il valore di quella donazione alla loro quota di legittima. In pratica, la donazione non si perde, ma il suo valore riduce la quota di eredità spettante ai figli del rinunciante. Il caso specifico è stato dichiarato inammissibile per un vizio di forma, ma la Corte ha enunciato questo principio per fare chiarezza sulla materia.
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Donazione indiretta: prova libera anche per la collazione
In una causa di divisione ereditaria, due fratelli contestavano una donazione indiretta di un immobile fatta dal padre alla sorella. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che la prova di una donazione indiretta, ai fini della collazione, non soffre dei limiti probatori previsti per la simulazione. Pertanto, l'erede può dimostrare la liberalità con ogni mezzo, incluse le presunzioni, anche senza agire in riduzione per lesione della quota di legittima.
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Donazione e rinuncia eredità: possesso non è accettazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che chi riceve un bene in donazione dal defunto (de cuius) e, dopo la sua morte, rinuncia all'eredità, non può essere considerato erede per il solo fatto di possedere quel bene. Il possesso, in questo caso, deriva dal diritto di proprietà acquisito con la donazione stessa (iure proprietatis) e non da un titolo ereditario. Di conseguenza, il possesso del bene donato non costituisce un'accettazione tacita dell'eredità e non impedisce una valida rinuncia, proteggendo il donatario dai debiti del defunto.
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