La Corte di Cassazione ha ridefinito la responsabilità penale di un commerciante che aveva introdotto in Italia auricolari identici a un noto modello registrato. I giudici hanno stabilito che la riproduzione non autorizzata del design non costituisce contraffazione di marchio, ma integra il reato di fabbricazione e commercio di beni usurpando titoli di proprietà industriale. Di conseguenza, il fatto è stato riqualificato ai sensi dell'articolo 517-ter del codice penale anziché dell'articolo 474. La Corte ha confermato la condanna, chiarendo che la contraffazione di modelli protegge l'aspetto estetico del prodotto e richiede solo la conoscibilità del titolo registrato per configurare il dolo. È stata invece respinta la richiesta di applicazione del lavoro di pubblica utilità perché presentata in modo tardivo e prima della definizione della pena.
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