LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 534 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 534 Codice Civile

Acquisto da erede apparente: salvi i compratori in buona fede
La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'acquisto di un immobile effettuato da una coppia di coniugi nel 1959. Il venditore era un erede apparente, che si era impossessato dei beni del padre defunto prima che venisse alla luce un testamento segreto. I veri eredi avevano impugnato la vendita, rivendicando la proprietà del bene. La Suprema Corte ha stabilito che l'acquisto da erede apparente è pienamente valido se l'acquirente è in buona fede e se trascrive il proprio acquisto prima che i veri eredi trascrivano il testamento o l'azione di petizione ereditaria. Nel caso specifico, la vendita è stata registrata a settembre 1959, mentre il testamento è stato trascritto solo a novembre dello stesso anno. Vincono quindi gli acquirenti in buona fede, che mantengono la proprietà dell'immobile.
Continua »
Erede apparente: acquisto salvo se in buona fede
La Corte di Cassazione conferma la validità di un acquisto immobiliare effettuato da un erede apparente, la cui nomina derivava da un testamento poi dichiarato falso. La sentenza ribadisce che per la tutela dell'acquirente sono decisivi la sua buona fede, l'onerosità dell'atto e l'anteriorità della trascrizione dell'acquisto rispetto alla trascrizione della domanda giudiziale dei veri eredi. Viene chiarito che la nozione di erede apparente include anche chi agisce sulla base di un titolo ereditario (come un testamento) che si rivela successivamente nullo.
Continua »
Erede apparente: acquisto valido e tutela del terzo
La Corte di Cassazione conferma la validità dell'acquisto di un immobile da un erede apparente. La controversia vedeva contrapposti gli eredi di un legatario testamentario e gli acquirenti che avevano comprato in buona fede dal fratello del defunto, il quale si era qualificato come unico erede legittimo. La Suprema Corte ha dato prevalenza alla tutela degli acquirenti, ritenendo provata la loro buona fede sulla base di una serie di elementi oggettivi, come la regolarità delle trascrizioni della successione. Viene rigettato il ricorso basato sulla titolarità effettiva del bene, applicando il principio di tutela dell'affidamento del terzo acquirente dall'erede apparente.
Continua »
Erede apparente: acquisto e tutela del terzo
La Corte di Cassazione analizza un complesso caso di successione internazionale, confermando la validità di un testamento redatto all'estero. La sentenza si concentra sulla figura dell'erede apparente e sulla tutela dei terzi che hanno acquistato in buona fede un immobile ereditario. Viene cassata la decisione d'appello per aver errato nell'invertire l'onere della prova della buona fede e per aver condannato i terzi a una duplice restituzione (bene e prezzo).
Continua »
Acquisto da erede apparente: come tutelarsi
Una figlia, riconosciuta post-mortem, agisce per la sua quota di eredità, inclusa una partecipazione societaria venduta dai fratelli a terzi. Le corti inferiori proteggono l'acquisto da erede apparente dei terzi acquirenti, ritenendoli in buona fede. In Cassazione, la ricorrente rinuncia al ricorso e il giudizio viene dichiarato estinto, chiudendo la vicenda senza una decisione nel merito.
Continua »
Petizione di eredità: quando non si può usare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7577/2025, ha chiarito i limiti della petizione di eredità. Il caso riguardava la richiesta di restituzione di una somma di denaro donata dal de cuius prima della sua morte. La Corte ha stabilito che la petizione di eredità è esperibile solo per i beni facenti parte dell'asse ereditario al momento dell'apertura della successione. Poiché il denaro era già uscito dal patrimonio del defunto, l'azione corretta era quella di restituzione per illecito, e non la petizione di eredità. La sentenza dei giudici di merito è stata quindi cassata per errata qualificazione giuridica della domanda.
Continua »
Usucapione beni ereditari: figlio naturale e diritti
In una complessa vicenda successoria, un uomo viene giudizialmente riconosciuto come figlio naturale di un testatore deceduto decenni prima. La Corte di Cassazione, riunendo due ricorsi, stabilisce un principio fondamentale in materia di usucapione dei beni ereditari: il figlio, anche prima di ottenere la sentenza definitiva che accerta il suo status, ha il potere e l'interesse giuridico per compiere atti interruttivi del possesso altrui. La Corte chiarisce che il decorso del tempo per l'usucapione non è sospeso in attesa dell'accertamento giudiziale della filiazione, distinguendo tra impossibilità giuridica e ostacoli di mero fatto. La sentenza viene cassata con rinvio, fornendo principi guida sui diritti successori e le azioni a tutela del patrimonio.
Continua »