La Corte di Cassazione chiarisce le regole sull'accettazione eredità con possesso beni. Un chiamato all'eredità, che si trovava nel possesso di un immobile del defunto, non può essere soggetto all'azione di un creditore (actio interrogatoria) che vuole fissare un termine per l'accettazione. Secondo la Corte, chi è nel possesso dei beni ereditari è già soggetto a una regola speciale (art. 485 c.c.): se non fa l'inventario entro tre mesi, diventa automaticamente erede puro e semplice. Questa norma prevale e rende inapplicabile la procedura richiesta dal creditore, che vale solo per i chiamati non in possesso dei beni. La Corte ha quindi dato ragione all'erede, stabilendo un principio fondamentale a tutela della sua posizione.
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