La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14995/2024, ha stabilito che una società è tenuta al pagamento di un canone concessorio per l'utilizzo di un corso d'acqua, anche se su di esso ha eseguito opere private. La decisione si fonda sul fatto che il corso d'acqua era stato inserito nel reticolo idrico minore del Comune con una delibera mai impugnata dalla società. Di conseguenza, la natura pubblica del bene è incontestabile e l'uso esclusivo per scarichi industriali giustifica la richiesta del canone. La Corte ha respinto il ricorso della società, confermando le decisioni dei precedenti gradi di giudizio.
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