Un ristoratore è stato condannato per tentata frode in commercio per aver detenuto prodotti alimentari congelati con l'intenzione di venderli come freschi, senza indicarlo sul menù. Durante un controllo, sono stati trovati quasi 80 kg di cibo, parte del quale in pessimo stato di conservazione. Il gestore ha tentato di difendersi sostenendo che il cibo fosse destinato alla distruzione, ma la sua tesi non è stata accolta. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ritenendo che la mancata trasparenza verso i clienti e il potenziale danno alla loro salute integrassero pienamente il reato. La Corte ha respinto il ricorso del ristoratore, rendendo la sua condanna definitiva.
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