Un dirigente sanitario ha accumulato centinaia di giorni di riposo prima di ottenere l'aspettativa obbligatoria per elezione al Senato. Al termine dell'incarico pubblico, il lavoratore è andato in pensione senza poter consumare le giornate arretrate. L'Azienda Sanitaria ha negato l'indennizzo economico, invocando i divieti di legge per gli impiegati pubblici e contestando il rifiuto del dipendente di smaltire i turni prima della carica politica. La Suprema Corte ha accolto parzialmente il ricorso del dirigente. I giudici hanno chiarito che l'accesso alle cariche elettive tutela un diritto costituzionale primario. L'aspettativa parlamentare costituisce una causa oggettiva che sospende il servizio e impedisce la fruizione del riposo. Pertanto, la monetizzazione delle ferie spetta per i giorni maturati e non goduti prima dell'inizio del mandato.
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