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Art. 50-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 50-bis Codice di Procedura Civile

Regolamento di competenza: stop ai colossi esteri
Un'azienda italiana ha citato in giudizio due società straniere per abuso di dipendenza economica e concorrenza sleale, lamentando l'interruzione della fornitura di un software esclusivo. Le società straniere hanno eccepito l'incompetenza del tribunale adito in favore di un altro tribunale specializzato. Il giudice istruttore, con ordinanza, ha rigettato provvisoriamente l'eccezione e ha proseguito la causa. Le società straniere hanno proposto un regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il provvedimento del giudice singolo, in una causa che spetta al collegio, ha natura puramente interlocutoria e non decisoria. Di conseguenza, contro di esso non è ammesso il regolamento di competenza, dovendo la questione essere decisa dal tribunale in composizione collegiale alla fine del giudizio.
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Errore del Giudice e Regolamento di Competenza
Una società fallita e il suo ex amministratore citano in giudizio lo Stato e gli organi fallimentari per presunti danni causati dal giudice delegato. Il tribunale adito trattiene la causa contro lo Stato ma declina la competenza sulle altre domande, separando i giudizi. I ricorrenti propongono un regolamento di competenza in Cassazione, lamentando un vizio procedurale: le conclusioni sarebbero state precisate davanti al giudice istruttore anziché al collegio giudicante. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. I giudici chiariscono che l'eventuale violazione delle norme sulla composizione collegiale o monocratica del tribunale non incide sulla competenza, ma determina una nullità processuale. Tale vizio deve essere fatto valere esclusivamente con gli ordinari mezzi di impugnazione, ovvero tramite l'appello, rendendo del tutto inidoneo lo strumento processuale prescelto dai ricorrenti.
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Divisione ereditaria: regole su sorteggio e quote
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di una divisione ereditaria in cui i beni sono stati assegnati direttamente dal giudice anziché tramite sorteggio. La ricorrente contestava il progetto divisionale, ma la Suprema Corte ha chiarito che, in presenza di quote diseguali, l'attribuzione diretta è la procedura corretta secondo l'Art. 729 c.c. Inoltre, è stata confermata la compensazione delle spese legali a causa della soccombenza reciproca e del comportamento processuale della parte che ha ostacolato ingiustificatamente la chiusura della lite.
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Rendiconto di gestione: validità e regole appello
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un ex curatore fallimentare il cui rendiconto di gestione non era stato approvato in sede di merito. Il ricorrente contestava la nullità della sentenza di primo grado, l'estinzione del giudizio per mancata iscrizione a ruolo e l'inammissibilità dell'appello dichiarata dai giudici di secondo grado. La Suprema Corte ha chiarito che il giudizio di rendiconto non si estingue automaticamente per la mancata iscrizione a ruolo iniziale, entrando invece in una fase di quiescenza. Tuttavia, ha accolto il ricorso rilevando che i motivi di appello erano sufficientemente specifici e che la motivazione della sentenza impugnata era carente, non permettendo di ricostruire l'iter logico seguito dai giudici di merito.
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Collegamento negoziale e compenso avvocato: la Cassazione
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi professionali a due clienti. Questi si sono opposti, sostenendo che l'onorario era predeterminato da un contratto stipulato con una società di consulenza, la quale aveva poi indicato il legale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'avvocato, confermando l'esistenza di un collegamento negoziale tra i vari accordi. Secondo la Corte, i contratti (cliente-società, società-legale, cliente-legale) costituivano un'unica operazione economica, e il legale, accettando l'incarico in quel contesto, non poteva pretendere compensi superiori a quelli pattuiti nell'accordo originario.
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Litisconsorzio necessario: quando non si applica ai soci
In una controversia tra soci di una cooperativa edilizia sulla ripartizione dei costi, la Corte di Cassazione ha escluso la sussistenza del litisconsorzio necessario. La Suprema Corte ha chiarito che il rapporto obbligatorio relativo ai contributi intercorre tra il singolo socio e la società, non tra i soci stessi. Di conseguenza, non è obbligatorio citare in giudizio tutti i membri della cooperativa, anche se questa è stata cancellata dal registro delle imprese.
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Interessi moratori avvocato: la guida completa
La Corte di Cassazione interviene su un caso di opposizione a decreto ingiuntivo per compensi professionali. La sentenza di merito è stata cassata perché il Tribunale aveva errato nel calcolare il saldo dovuto all'avvocato e, soprattutto, aveva negato l'applicazione degli interessi moratori speciali previsti dal D.Lgs. 231/2002. La Suprema Corte ha ribadito che la prestazione d'opera professionale rientra nelle transazioni commerciali, dando diritto agli interessi moratori avvocato in misura superiore a quella legale in caso di ritardato pagamento.
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