La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imprenditore per la realizzazione di una discarica abusiva su un vasto terreno. La sentenza chiarisce che l'accumulo organizzato e prolungato di ingenti quantità di rifiuti (quasi 300.000 kg su 7000 mq) configura il reato di discarica abusiva, e non un semplice deposito temporaneo, a prescindere dall'intenzione soggettiva di riutilizzare i materiali. A causa della gravità oggettiva del fatto e dei precedenti dell'imputato, è stata esclusa l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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