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Art. 49 Codice Penale — Sezione Sezioni Unite Civile

Altri anni per Art. 49 Codice Penale

Sgombero di bene demaniale tra concessione scaduta e proprietà
Una società di ristorazione occupava un immobile storico pubblico nonostante la concessione fosse scaduta da oltre un decennio. L'ente statale ha quindi ordinato lo sgombero di bene demaniale per recuperare il possesso dell'area. L'impresa ha impugnato il provvedimento, sostenendo che l'immobile fosse passato in proprietà al Comune locale e che l'autorità statale non avesse più il potere di disporre il rilascio. Il giudice amministrativo ha respinto il ricorso dopo aver verificato, sulla base delle mappe catastali, che l'atto di trasferimento riguardava particelle catastali differenti. L'attività commerciale si è allora rivolta alla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, contestando un presunto sconfinamento di giurisdizione. I Supremi Giudici hanno confermato la piena legittimità dell'ordine: l'accertamento sui confini del bene ha valore puramente incidentale e serve solo a confermare il potere dell'ente pubblico di sgomberare l'immobile occupato senza titolo.
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Eccesso di potere giurisdizionale: limiti al ricorso in Cassazione
Una cittadina ha richiesto i contributi pubblici per riparare i danni causati da un terremoto alla propria attività. L'ente locale ha respinto la domanda inserendola in una fascia prioritaria sfavorevole. La richiedente ha impugnato il diniego, ma il Consiglio di Stato ha dichiarato il ricorso inammissibile perché l'atto non era stato notificato ai controinteressati. La cittadina si è quindi rivolta alla Corte di Cassazione lamentando un eccesso di potere giurisdizionale e la violazione delle garanzie difensive per una decisione inattesa. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile. I presunti errori di procedura del giudice amministrativo non costituiscono violazione dei confini esterni della giurisdizione e non possono essere riesaminati dalla Cassazione.
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Accesso agli atti società di collecting: la giurisdizione
Un artista si è visto negare da una società di gestione collettiva l'accesso ai documenti contabili sulle royalties. La Corte di Cassazione, decidendo sulla giurisdizione, ha stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. La decisione si fonda sulla natura privatistica della società, che opera in un mercato liberalizzato, e su una norma specifica che devolve tutte le controversie relative alle sue attività alla giurisdizione ordinaria. Pertanto, il diritto di accesso agli atti di una società di collecting deve essere fatto valere davanti al tribunale civile.
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