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Art. 48 Codice della Crisi d'Impresa — Anno 2025

Altri anni per Art. 48 Codice della Crisi d'Impresa

Responsabilità 231: sequestro valido se reato prescritto
Una società edile ricorre contro un sequestro preventivo per un illecito ex D.Lgs. 231/2001, legato a una truffa per fondi pubblici. Sostiene che il reato è prescritto e che un concordato preventivo in corso elimina il rischio di dispersione dei beni. La Cassazione rigetta il ricorso, affermando l'autonomia della Responsabilità 231 dell'ente: questa persiste anche se il reato della persona fisica è prescritto. Inoltre, il sequestro penale prevale sulla procedura concorsuale, che non è sufficiente a escludere il pericolo di dispersione del profitto illecito.
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Centro interessi principali: sede legale e competenza
La Cassazione stabilisce la competenza del tribunale della sede legale quando non vi è prova univoca che il centro interessi principali (COMI) sia altrove e riconoscibile da terzi. Anche se l'attività operativa si svolgeva in un'altra circoscrizione, l'uso della sede legale per atti ufficiali come bilanci e fatture, mantiene la presunzione di competenza del tribunale del luogo.
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Competenza territoriale crisi d’impresa: sede legale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di competenza territoriale crisi d'impresa, il trasferimento della sede legale di una società nell'anno antecedente il deposito della domanda di accesso a una procedura concorsuale non è rilevante. La giurisdizione rimane radicata presso il tribunale della sede precedente, in applicazione della norma anti-abuso (c.d. forum shopping) prevista dal Codice della Crisi. La Corte ha inoltre chiarito che il tribunale può dichiarare la propria incompetenza anche dopo aver emesso provvedimenti iniziali, non appena riceve la documentazione completa per decidere sull'ammissione alla procedura.
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Cessazione materia del contendere: accordo e rinvio
Una società impugna una cartella di pagamento fino in Cassazione. Durante il processo, raggiunge un accordo di ristrutturazione del debito con l'Agenzia delle Entrate. La Corte, rilevato l'accordo, non decide nel merito ma emette un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa che le parti formalizzino la cessazione materia del contendere.
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Competenza territoriale crisi d’impresa: sede effettiva
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra due Tribunali in materia di crisi d'impresa. Viene stabilito che, per individuare il giudice competente, la presunzione di coincidenza tra la sede legale e il centro degli interessi principali (COMI) del debitore non è assoluta, ma relativa. Pertanto, se vi sono prove univoche che la sede effettiva, dove si svolge l'attività direttiva e amministrativa, è in un luogo diverso e tale circostanza è riconoscibile dai terzi, la competenza territoriale per la crisi d'impresa spetta al Tribunale di quel luogo.
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