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Art. 47 Costituzione — Anno 2023

Altri anni per Art. 47 Costituzione

Patteggiamento in appello: l’accordo sulla pena blocca il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati, padre e figlio, condannati per associazione per delinquere e reati tributari. Il padre aveva concordato la pena in secondo grado tramite il patteggiamento in appello. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena preclude la possibilità di contestare in Cassazione l'entità della sanzione pattuita, salvo casi di illegalità della stessa. Per il figlio, i giudici hanno respinto le contestazioni sul ruolo di partecipe nell'associazione e sulla confisca dei beni, ritenendo i motivi generici o non dedotti precedentemente. Entrambi i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Buoni fruttiferi postali: timbro imperfetto ma tassi ridotti
Due risparmiatori chiedevano il pagamento degli interessi di un buono fruttifero postale emesso nel 1986, pretendendo i tassi più favorevoli della vecchia serie P stampati sul retro del titolo e non coperti dal timbro della nuova serie Q/P. Il Tribunale dava loro ragione. La Cassazione accoglie il ricorso di Poste Italiane, stabilendo che l'apposizione del timbro Q/P esclude l'applicazione dei vecchi rendimenti. In caso di lacune grafiche sul titolo per l'ultimo decennio, si applica l'integrazione suppletiva del contratto con i tassi della serie Q previsti dal decreto ministeriale del 13 giugno 1986. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Diritto al subentro ko se si abbandona la casa popolare
Un cittadino ha impugnato l'ordinanza di sgombero da un alloggio popolare, pretendendo il diritto al subentro dopo la morte della madre. Tuttavia, l'ente gestore ha negato tale diritto poiché l'uomo aveva precedentemente abbandonato e ceduto di fatto a terzi un altro alloggio popolare di cui era assegnatario. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'occupante. I giudici hanno chiarito che l'abbandono oggettivo di un alloggio precedentemente assegnato costituisce una causa ostativa insuperabile. Di conseguenza, non spetta alcun diritto al subentro se il richiedente ha dismesso la precedente assegnazione, rendendo legittimo lo sgombero dell'immobile.
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Ordine di demolizione: il condono pendente non ferma la ruspa
Il proprietario di un immobile abusivo ha chiesto la sospensione o la revoca del provvedimento che imponeva l'abbattimento delle opere, contestando il rigetto del condono edilizio davanti al Tribunale Amministrativo Regionale. Il giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta, rilevando che il giudice amministrativo non aveva sospeso il diniego di sanatoria e che lo stato dei luoghi era stato ulteriormente alterato con nuovi abusi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la pendenza del giudizio amministrativo non blocca automaticamente l'ordine di demolizione penale. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Clausola di deroga alla competenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30681/2023, ha esaminato la validità di una clausola di deroga alla competenza territoriale inserita in un contratto quadro bancario. La controversia nasceva dalla richiesta di due società di dichiarare nulli alcuni contratti con un istituto di credito. La Corte ha stabilito che tale clausola può estendere la sua efficacia anche a rapporti contrattuali precedenti e già conclusi, a condizione che da essi residui una posizione debitoria. Inoltre, ha chiarito che l'asimmetria della clausola, che offre alla banca maggiori opzioni di scelta del foro rispetto al cliente, non ne determina la nullità né costituisce un abuso del diritto, confermando la competenza del foro convenzionale indicato nel contratto.
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Agevolazioni prima casa: il termine per la residenza
La Corte di Cassazione conferma la decadenza dalle agevolazioni prima casa per i contribuenti che, dopo aver venduto l'immobile entro cinque anni, non hanno trasferito la residenza nella nuova abitazione acquistata entro il termine perentorio di un anno. La sentenza chiarisce che, a differenza del primo acquisto, per il riacquisto non è sufficiente la mera intenzione, ma è richiesto l'effettivo trasferimento anagrafico entro l'anno per conservare il beneficio fiscale, senza possibilità di invocare un 'termine ragionevole' o cause di forza maggiore.
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Ordine di demolizione: legittimo anche per l’unica casa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone contro un ordine di demolizione relativo a una sopraelevazione abusiva adibita a unica abitazione. I ricorrenti lamentavano la violazione del diritto alla casa e rischi per la stabilità dell'edificio. La Corte ha ribadito che il diritto all'abitazione non è assoluto e non può sanare un abuso edilizio, e che le doglianze sulla stabilità erano generiche e non provate, confermando la piena legittimità dell'ordine di demolizione.
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