Un Ufficiale della Guardia di Finanza ha simulato la separazione dalla moglie per dedurre illecitamente dalle imposte gli assegni di mantenimento versati. I contanti venivano subito restituiti dalla donna, generando rimborsi IRPEF non dovuti per circa 75.000 euro. La Corte di Cassazione ha analizzato il reato di collusione del militare, confermando che tale illecito si consuma nel momento esatto in cui si raggiunge l'accordo fraudolento. Poiché il primo accordo del 2013 è rimasto privo di atti interruttivi tempestivi, la Suprema Corte ne ha dichiarato l'estinzione per prescrizione. I giudici hanno invece confermato la responsabilità penale per il secondo accordo stipulato nel 2020 per raddoppiare l'importo. Di conseguenza, la pena finale è stata rideterminata in un anno e quattro mesi di reclusione.
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