Nel caso in esame, si discute della successione legittima di un uomo deceduto senza figli. Tra i chiamati all'eredità vi erano i figli delle sorelle già decedute. Una di queste nipoti era però deceduta prima dell'apertura della successione, lasciando a sua volta dei figli. Un altro erede ha contestato il diritto di questi ultimi di partecipare alla successione, sostenendo che la rappresentazione ereditaria non potesse operare a loro favore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la rappresentazione ereditaria opera all'infinito in linea retta e collaterale. Di conseguenza, i pronipoti hanno pieno diritto di subentrare nella quota spettante alla madre premorta, in quanto il soggetto rappresentato originario resta la sorella del defunto.
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