LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 467 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 467 Codice Civile

Rinuncia all’eredità e donazione: beni contesi tra eredi
Due fratelli ricevono beni immobiliari dal padre tramite atto donativo e successivamente rinunciano all'eredità paterna. Uno dei fratelli richiede la divisione giudiziale degli immobili comuni. La controversia giunge in Cassazione, che esamina gli effetti della fattispecie di rinuncia all'eredità e donazione in conto di legittima dopo il subentro dei figli per rappresentazione. I giudici sollevano inoltre un dubbio preliminare sull'autentica della procura ad litem da parte di un funzionario giudiziario. Vista la complessità nomofilattica e l'assenza di precedenti conformi, la Suprema Corte rimette la causa alla pubblica udienza.
Continua »
Contestazione del testamento olografo tra falsità e usucapione
Una complessa controversia ereditaria vedeva contrapposti diversi familiari e acquirenti di quote successorie sulla divisione di un asse immobiliare. La Corte d'Appello aveva escluso dal calcolo un testamento olografo a favore di uno dei parenti solo perché la controparte lo aveva genericamente disconosciuto senza che ne fosse chiesta la verificazione. Inoltre, un erede pretendeva l'usucapione dei beni per averli gestiti a lungo in via esclusiva. La Corte di Cassazione ha chiarito che la contestazione del testamento olografo richiede una vera e propria domanda di accertamento negativo della falsità a carico di chi contesta la scheda, non bastando il semplice disconoscimento. La Suprema Corte ha confermato il rigetto dell'usucapione ma ha accolto il ricorso sul testamento, annullando la decisione con rinvio.
Continua »
Rappresentazione ereditaria: i pronipoti vincono sui nipoti
Nel caso in esame, si discute della successione legittima di un uomo deceduto senza figli. Tra i chiamati all'eredità vi erano i figli delle sorelle già decedute. Una di queste nipoti era però deceduta prima dell'apertura della successione, lasciando a sua volta dei figli. Un altro erede ha contestato il diritto di questi ultimi di partecipare alla successione, sostenendo che la rappresentazione ereditaria non potesse operare a loro favore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la rappresentazione ereditaria opera all'infinito in linea retta e collaterale. Di conseguenza, i pronipoti hanno pieno diritto di subentrare nella quota spettante alla madre premorta, in quanto il soggetto rappresentato originario resta la sorella del defunto.
Continua »