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Art. 464-ter Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 464-ter Codice di Procedura Penale

Guida in ebbrezza e messa alla prova: il ritardo costa caro
Il Conducente provoca un incidente stradale di notte mentre guida in stato di ebbrezza. Il Tribunale lo condanna alla pena di otto mesi di arresto e duemila euro di ammenda. L'imputato richiede la messa alla prova per sospendere il procedimento. Tuttavia, trascura gli appuntamenti con l'Ufficio Esecuzione Penale Esterna per diciannove mesi, presentandosi solo il giorno prima dell'udienza. La Corte d'Appello nega il beneficio a causa della sua condotta ostruzionistica e dilatoria. L'imputato ricorre in Cassazione contestando il rigetto e la regolarità dell'alcoltest. La Suprema Corte rigetta il ricorso: l'inerzia inescusabile del richiedente giustifica il diniego della messa alla prova senza dover attendere l'elaborazione del programma. Inoltre, la mera contestazione sul funzionamento dell'etilometro non basta, servendo prove concrete di difetti o mancati controlli. Il Conducente perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
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Messa alla prova negata per un vizio: la grafia è salva
Il GIP del Tribunale di Pistoia ha rigettato la richiesta di messa alla prova presentata dall'Imputato in sede di opposizione a decreto penale, poiché mancava il programma di trattamento dell'UEPE. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando l'indecifrabilità della grafia del giudice e la presunta inammissibilità dell'intera opposizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la grafia, sebbene faticosa, era leggibile e che il rigetto riguardava unicamente la messa alla prova e non l'opposizione. Trattandosi di un provvedimento di natura interlocutoria, esso non è autonomamente impugnabile. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Richiesta tardiva messa alla prova: quando è lecita?
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di condanna per spaccio di stupefacenti, accogliendo il ricorso di un imputato. La Corte ha stabilito che la richiesta tardiva di messa alla prova è ammissibile quando, all'esito del processo, i fatti contestati non solo vengono riqualificati giuridicamente, ma subiscono una trasformazione sostanziale e quantitativa, come nel caso di assoluzione da alcune imputazioni. Il ricorso di un secondo imputato è stato invece dichiarato inammissibile per genericità.
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