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Art. 452 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 452 Codice di Procedura Penale

Sorveglianza speciale e incontri vietati: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a un anno e otto mesi di reclusione inflitta a un imputato sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. L'uomo aveva violato la prescrizione che vietava di associarsi abitualmente a soggetti pregiudicati. La difesa sosteneva la nullità del giudizio direttissimo per la contestazione di fatti pregressi e qualificava l'ultimo incontro come un evento fortuito e occasionale. I giudici di legittimità hanno respinto il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che l'eventuale vizio del rito direttissimo costituisce una nullità relativa, sanata dalla mancata eccezione preliminare nei termini di legge. Inoltre, la violazione del divieto di frequentazione integra un reato abituale: i plurimi contatti avvenuti nei mesi precedenti dimostrano la serialità della condotta illecita e la piena consapevolezza dell'imputato, smentendo la tesi del contatto casuale.
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Abnormità dell’atto processuale: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'abnormità dell'atto processuale in relazione a un'ordinanza del Tribunale che, nel rito direttissimo, ha separato i procedimenti per alcuni reati connessi rimettendo gli atti al PM. La Corte ha stabilito che anche se il giudice rileva erroneamente d'ufficio una nullità relativa, l'atto non è abnorme se previsto dal codice e se non blocca il processo.
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Incompetenza territoriale nel giudizio abbreviato: i limiti
L'Imputato, arrestato per evasione dopo non essere rientrato in carcere, ha proposto ricorso lamentando il rigetto dell'eccezione di incompetenza territoriale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che l'incompetenza territoriale nel giudizio abbreviato non può essere eccepita dopo la richiesta del rito speciale, anche nel caso di giudizio direttissimo. Infatti, l'imputato avrebbe dovuto sollevare l'eccezione durante la fase dibattimentale successiva alla convalida dell'arresto e prima di richiedere l'abbreviato. La Corte ha inoltre confermato la recidiva e negato la particolare tenuità del fatto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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