Un incendio doloso appiccato da ignoti distruggeva alcune imbarcazioni in un porticciolo turistico. L'Amministratore del porto veniva condannato per il reato di incendio colposo poiché l'impianto antincendio non aveva funzionato a causa di un contratto elettrico con potenza insufficiente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato e del Procuratore Generale, annullando la condanna senza rinvio perché il fatto non sussiste. I giudici hanno stabilito l'assenza di un nesso causale: L'Amministratore aveva ripetutamente richiesto all'Enel il potenziamento elettrico, rimasto inevaso per cause non a lui imputabili. Inoltre, non vi era prova che un tempestivo utilizzo dell'impianto avrebbe evitato la rapida propagazione del fuoco causato dal dolo di terzi.
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