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Art. 45 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 45 Codice di Procedura Civile

Parcella contro risarcimento: la domanda riconvenzionale
Due avvocati hanno citato un cliente davanti al Tribunale per ottenere il pagamento dei compensi maturati in due giudizi di appello. Il cliente si è costituito formulando una domanda riconvenzionale di risarcimento del danno per negligenza professionale. Il Tribunale ha declinato la propria competenza sull'intera controversia a favore della Corte d'appello. Riassunto il giudizio, la Corte d'appello ha separato le richieste, trattenendo la parcella e rimettendo d'ufficio gli atti alla Corte di Cassazione sulla controversia per danni. La Suprema Corte ha accolto il regolamento di competenza, stabilendo che sul risarcimento per responsabilità professionale deve pronunciarsi esclusivamente il Tribunale. La rimessione garantisce all'assistito il pieno doppio grado di merito, impedendo che la corte superiore giudichi in primo grado questioni estranee al rito speciale dei compensi.
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Chiusura dell’eredità giacente: il reclamo va in Corte d’appello
Il Tribunale dichiarava la chiusura dell'eredità giacente di una donna deceduta senza apparenti eredi e devolveva il patrimonio immobiliare allo Stato. Due presunte eredi proponevano reclamo contro il provvedimento sia davanti al Tribunale che davanti alla Corte d'appello. Entrambi gli uffici giudiziari rifiutavano di decidere, dichiarandosi incompetenti e rimbalzando la competenza l'uno all'altro. I privati ricorrevano quindi alla Corte di Cassazione. I Supremi Giudici hanno stabilito che il reclamo contro il decreto di chiusura dell'eredità spetta alla Corte d'appello, trattandosi di un provvedimento camerale emesso dal Tribunale in composizione monocratica e non dal giudice tutelare.
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Opposizione a preavviso di fermo: quale giudice decide
Una cittadina riceve un preavviso di fermo del veicolo per multe stradali mai notificate ed emesse da un Comune. L'automobilista promuove opposizione a preavviso di fermo davanti al Giudice di Pace del luogo di residenza, ma questo tribunale dichiara la propria incompetenza territoriale e rimette gli atti al Giudice di Pace del luogo dell'infrazione. Quest'ultimo rigetta a sua volta la competenza, qualificando l'azione come opposizione all'esecuzione e sollevando regolamento di competenza davanti alla Corte di Cassazione. I Supremi Giudici stabiliscono che l'azione contro il blocco del veicolo derivante da sanzioni stradali costituisce un accertamento negativo del debito e non una controversia sull'esecuzione forzata. Di conseguenza, la competenza territoriale spetta inderogabilmente al giudice del luogo in cui il conducente ha commesso la violazione, confermando definitivamente il ruolo del magistrato del luogo dell'infrazione.
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Risarcimento danni crimini di guerra: la competenza resta a Roma
Un Erede ha citato in giudizio lo Stato Italiano e la Germania per ottenere il risarcimento dei danni subiti dal padre, internato nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Il Tribunale inizialmente adito ha trasferito la causa al giudice del domicilio del cittadino. Quest'ultimo ha sollevato conflitto di competenza davanti alla Corte di Cassazione. I giudici supremi hanno stabilito che la competenza per il risarcimento danni crimini di guerra appartiene in via esclusiva al Tribunale di Roma. La decisione si fonda sulla presenza delle amministrazioni statali tra i convenuti e sulle norme di contabilita pubblica. Tali norme concentrano a Roma le procedure di erogazione del fondo ristori per le vittime di guerra. La causa proseguira quindi davanti al giudice della capitale.
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Regolamento di competenza d’ufficio: stop nell’esecuzione
Un ente creditore ha avviato un pignoramento verso un Comune. Il primo tribunale adito si è dichiarato territorialmente incompetente. La procedura è ripartita dinanzi a un secondo tribunale, ma il giudice dell'esecuzione ha sollevato d'ufficio il conflitto di competenza, chiedendo l'intervento della Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza d'ufficio. I magistrati hanno chiarito che il giudice dell'esecuzione non può investire direttamente la Cassazione sulla questione territoriale. Le decisioni sulla competenza esecutiva possono giungere al vaglio della Suprema Corte solo dopo una formale opposizione agli atti esecutivi promossa dalle parti.
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Regolamento di competenza: stop ai rinvii tra tribunali
L'erede di un militare deportato durante la seconda guerra mondiale ha chiesto il risarcimento dei danni allo Stato estero responsabile dei crimini. La causa, avviata a Vicenza, è stata trasferita al Tribunale di Venezia. Quest'ultimo ha dichiarato a sua volta la propria incompetenza a favore del Tribunale di Roma. L'erede ha quindi proposto un regolamento di competenza in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso stabilendo che il giudice di Venezia non poteva declinare nuovamente la competenza, ma avrebbe dovuto sollevare d'ufficio il conflitto di competenza davanti alla Cassazione. Di conseguenza, la competenza si è consolidata definitivamente a Venezia, che ora dovrà decidere la causa nel merito. Il Ministero dell'Economia è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Diritto di elettorato passivo: foro locale o Tribunale di Roma
Due cittadini hanno citato la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell'Interno per ottenere l'accertamento del diritto a presentare liste e candidature alle elezioni politiche mediante firma digitale. Il Tribunale di Como ha dichiarato la propria incompetenza territoriale a favore di Milano. Il Tribunale di Milano ha poi rimesso gli atti alla Suprema Corte, ritenendo competente il Tribunale di Roma. La Corte di Cassazione ha stabilito che la causa appartiene alla competenza del Tribunale di Roma. Il diritto di elettorato passivo non coincide con il luogo di residenza dell'elettore, ma può essere esercitato su base nazionale. Di conseguenza, si applica la regola del foro generale per le amministrazioni statali centrali.
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Opposizione all’esecuzione: competenza rigida e ricorso nullo
Una società debitrice e i suoi soci hanno proposto un'opposizione all'esecuzione per contestare la riscossione di oltre duecentomila euro a seguito della revoca di un finanziamento pubblico. Il primo tribunale adito ha declinato la competenza richiamando una clausola contrattuale di foro esclusivo. Il secondo giudice ha sollevato d'ufficio il conflitto di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione, evidenziando che il luogo dell'esecuzione stabilisce una competenza inderogabile per legge. La Suprema Corte ha confermato in linea di principio l'impossibilità di derogare al forum executionis tramite accordi privati. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso a causa della mancata trasmissione della documentazione inerente al luogo di notifica delle cartelle esattoriali.
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Risarcimento danni crimini di guerra: la competenza a Roma
Un erede ha citato in giudizio lo Stato estero e il Ministero dell'Economia per ottenere il risarcimento danni crimini di guerra subiti dal padre durante la prigionia nel secondo conflitto mondiale. Dopo una prima dichiarazione di incompetenza del Tribunale di Roma a favore di Napoli, il giudice partenopeo ha sollevato conflitto di competenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza spetta esclusivamente al Tribunale di Roma. Questo perché la presenza dello Stato italiano tra i convenuti impone l'applicazione del foro erariale nel luogo della tesoreria centrale, deputata all'erogazione dei fondi stabiliti per legge per il risarcimento dei danni da crimini di guerra.
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Regolamento di competenza d’ufficio: i limiti sui tempi
Un cittadino agisce in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni subiti dal padre durante la prigionia di guerra. Il tribunale inizialmente adito dichiara la propria incompetenza territoriale e trasferisce la causa a un altro tribunale. Quest'ultimo solleva un regolamento di competenza d'ufficio per rimandare gli atti al primo giudice. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il regolamento di competenza d'ufficio poiché presentato oltre i termini di legge. Con le nuove regole processuali, il giudice deve sollevare espressamente il difetto di competenza nel decreto di verifiche preliminari e non oltre. La causa deve proseguire davanti al secondo tribunale.
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Regolamento di competenza d’ufficio: no ai ritardi dei giudici
Gli eredi di alcuni soldati italiani deportati durante la seconda guerra mondiale hanno chiesto il risarcimento dei danni alla Germania dinanzi al Tribunale di Roma. A seguito dell'eccezione del Ministero dell'economia, il giudice romano ha dichiarato la propria incompetenza a favore del Tribunale di Venezia. Riassunta la causa, il Tribunale di Venezia ha sollevato un regolamento di competenza d'ufficio ritenendo competente Roma. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza d'ufficio perché tardivo. Secondo le nuove norme processuali, infatti, il giudice deve sollevare l'incompetenza tassativamente entro il decreto di verifica preliminare (art. 171-bis c.p.c.). Di conseguenza, la causa deve proseguire davanti al Tribunale di Venezia, che è stato confermato come giudice competente.
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Concorrenza sleale pura: vince il tribunale ordinario
La Corte di Cassazione ha chiarito i confini della competenza tra tribunali ordinari e sezioni specializzate in materia di impresa. Nel caso in esame, un'azienda italiana ha opposto un decreto ingiuntivo richiesto da un fornitore estero, chiedendo in via riconvenzionale il risarcimento dei danni per la violazione di un patto di non concorrenza e di esclusiva. Il Tribunale di Mantova ha dichiarato la propria incompetenza a favore della Sezione Specializzata di Brescia, ritenendo la materia legata alla proprietà industriale. La Cassazione, accogliendo il regolamento di competenza d'ufficio, ha stabilito che la violazione di un patto di non concorrenza contrattuale costituisce un'ipotesi di concorrenza sleale pura, priva di interferenze con marchi o brevetti. Di conseguenza, la competenza spetta al tribunale ordinario di Mantova, disponendo la riassunzione della causa entro sessanta giorni.
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Regolamento di competenza: l’errore che blocca il pignoramento
Un'associazione creditrice ha avviato un pignoramento presso terzi contro un'azienda sanitaria. Il Tribunale di Napoli Nord si è dichiarato incompetente a favore del Tribunale di Napoli. Riassunto il processo, il giudice di Napoli ha sospeso l'esecuzione sollevando dubbi sulla propria competenza. L'associazione ha quindi proposto un regolamento di competenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che non si può proporre il regolamento di competenza direttamente contro un'ordinanza del giudice dell'esecuzione. La parte interessata avrebbe dovuto presentare un'opposizione agli atti esecutivi e, solo successivamente, impugnare la relativa sentenza.
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Regolamento di competenza: scontro tra giudici per il fango
Un proprietario agricolo ha citato in giudizio un Consorzio di bonifica per i danni da allagamento causati dal malfunzionamento di un canale di scolo delle acque piovane. Il Tribunale ordinario si è dichiarato incompetente a favore del Tribunale delle Acque Pubbliche. Quest'ultimo ha sollevato un regolamento di competenza d'ufficio davanti alla Cassazione, sostenendo che le acque piovane non sono acque pubbliche e che la competenza spetterebbe al giudice ordinario per valore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il regolamento di competenza. Di conseguenza, il Tribunale delle Acque Pubbliche è obbligato a decidere la causa, poiché la contestazione riguardava solo una questione di valore e non di materia, rendendo vincolante la prima decisione di incompetenza.
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Competenza del giudice del lavoro: nullo il foro dell’azienda
Un lavoratore, incaricato della vendita diretta a domicilio, ha citato in giudizio due aziende davanti al Tribunale di Catanzaro per ottenere provvigioni e indennità di fine rapporto. Le aziende hanno eccepito l'incompetenza territoriale, richiamando una clausola contrattuale che indicava il Tribunale di Ferrara. Il giudice di Catanzaro ha dichiarato la propria incompetenza, ma il Tribunale di Ferrara ha sollevato il regolamento di competenza d'ufficio. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza del giudice del lavoro si determina in base alla domanda del ricorrente. Trattandosi di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, la clausola di deroga del foro è nulla. La Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Catanzaro, ordinando la riassunzione della causa.
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Nullità fideiussione antitrust: Brescia cede la competenza a Milano
Due garanti hanno chiesto al Tribunale di Bergamo la dichiarazione di nullità delle fideiussioni prestate a favore di una banca, sostenendo che riproducessero lo schema ABI vietato dall'Antitrust. Il Tribunale ha rimesso la causa alla Sezione specializzata di Brescia, la quale ha sollevato d'ufficio il regolamento di competenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza territoriale inderogabile per le controversie relative alla nullità fideiussione antitrust, per i territori del distretto di Brescia, spetta alla Sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Milano. Di conseguenza, la causa dovrà essere riassunta e decisa davanti al giudice milanese.
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Conflitto di competenza tardivo: la Cassazione sblocca la causa
Il figlio di un ex prigioniero della Seconda Guerra Mondiale ha citato in giudizio lo Stato Italiano e quello Tedesco per ottenere il risarcimento dei danni subiti dal padre. La causa, passata dal Tribunale di Roma a quello di Venezia, ha subito uno stop quando quest'ultimo ha sollevato un conflitto di competenza, chiedendo alla Cassazione di riassegnarla a Roma. La Corte di Cassazione ha però dichiarato la richiesta inammissibile, definendola un 'conflitto di competenza tardivo'. Il giudice veneziano, infatti, ha sollevato la questione dopo la prima udienza e l'avvio della fase istruttoria, violando i termini perentori di legge. Di conseguenza, il processo deve obbligatoriamente proseguire a Venezia.
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Pratiche sleali: l’azienda cambia prezzo, decide il foro del fornitore
Un'azienda acquirente ha modificato unilateralmente il prezzo di acquisto del latte da un fornitore agricolo. Per questa condotta, il Ministero l'ha sanzionata per pratiche commerciali sleali. L'azienda ha impugnato la sanzione, generando un conflitto su quale Tribunale fosse competente a decidere: quello della sede dell'azienda o quello del fornitore? La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale a tutela della parte debole. La violazione si perfeziona non dove la decisione viene presa, ma nel luogo in cui il fornitore riceve la comunicazione della modifica. Di conseguenza, il giudice competente è quello del territorio del fornitore.
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Danni da canali pubblici: la competenza del Tribunale delle acque
Un'azienda agricola ha subito gravi danni a causa dell'esondazione di canali di scolo pubblici, malfunzionanti e privi di manutenzione. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto su quale giudice dovesse decidere la causa di risarcimento. Ha stabilito la competenza del Tribunale delle acque pubbliche, chiarendo un principio fondamentale: questo giudice specializzato è competente per tutti i danni causati dal modo in cui un'opera idraulica pubblica è stata realizzata, gestita o mantenuta. La natura dell'acqua (ad esempio, piovana) è irrilevante. L'elemento decisivo è il nesso diretto tra il danno e la gestione dell'opera idraulica stessa.
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Ipoteca per multe da 32.000€? Decide sempre il Giudice di Pace
Un contribuente si oppone a un preavviso di ipoteca di oltre 32.000 euro per multe stradali, affermando di non aver mai ricevuto i verbali originali. Nasce un conflitto tra Giudice di Pace e Tribunale su chi debba decidere. La Corte di Cassazione interviene e stabilisce un principio fondamentale: la **competenza del Giudice di Pace per le multe** stradali è per materia e non ha limiti di valore. Questo vale anche quando si contesta un atto successivo come un preavviso di ipoteca, soprattutto se si lamenta la mancata notifica iniziale. Di conseguenza, il caso deve essere trattato dal Giudice di Pace, nonostante l'importo elevato.
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