LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 45 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 45 Codice Civile

Trasferimento illegittimo: il giudicato esterno decide
Una lavoratrice contesta il trasferimento da una sede all'altra, giustificato dall'azienda con ragioni organizzative. La Corte di Cassazione ha dichiarato il trasferimento illegittimo applicando il principio del "giudicato esterno": una precedente sentenza definitiva tra le stesse parti, riguardante il licenziamento della dipendente, aveva già accertato l'illegittimità dello stesso trasferimento. Questa decisione è diventata vincolante, portando all'annullamento della sentenza d'appello e al rinvio del caso per una nuova valutazione basata su questo punto fermo.
Continua »
Sgravi contributivi: non automatici senza domanda
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice agricola, stabilendo che gli sgravi contributivi non sono automatici ma richiedono una specifica domanda amministrativa. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine di pagamento e che la base imponibile non può essere ridotta in base all'orario effettivo se inferiore a quello contrattuale minimo.
Continua »
Agevolazioni contributive: i limiti degli accordi
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un datore di lavoro agricolo che richiedeva l'applicazione di agevolazioni contributive sulla base di un accordo provinciale. La Corte ha stabilito che se l'accordo di riallineamento retributivo è invalido, perché costituisce una variazione non consentita dalla legge, il datore di lavoro perde automaticamente il diritto a tali benefici. La decisione sottolinea il legame inscindibile tra la validità dell'accordo e l'accesso agli sgravi, rigettando sia il ricorso del datore di lavoro che quello dell'ente previdenziale.
Continua »
Revoca buoni pasto: le regole per la Pubblica Amm.
Un ente pubblico ha interrotto l'erogazione dei buoni pasto ai dipendenti con una decisione unilaterale. La Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento, stabilendo che la revoca dei buoni pasto, pur essendo un atto discrezionale, non può essere arbitraria. Deve rispettare i principi di correttezza e buona fede, essere motivata e comunicata alle organizzazioni sindacali.
Continua »