LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 436-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 436-bis Codice di Procedura Civile

Compensazione spese legali: quando è legittima?
Un Comune ricorre in Cassazione dopo che la Corte d'Appello ha respinto il suo appello e quello di una ex Comandante di Polizia Municipale in una causa di demansionamento. La Cassazione rigetta il ricorso del Comune, confermando la legittimità della compensazione spese legali decisa dai giudici di merito per la complessità della vicenda, anche in caso di soccombenza della controparte.
Continua »
Motivi di appello: la specificità è cruciale
Un dipendente pubblico, dopo il rigetto della sua domanda di risarcimento per mobbing, si è visto dichiarare inammissibile l'appello per mancanza di specificità. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che i motivi di appello erano stati formulati in modo puntuale e critico rispetto alla sentenza di primo grado. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione della specificità non deve essere formalistica, ma deve verificare l'effettiva contestazione delle ragioni del primo giudice, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una decisione nel merito.
Continua »
Cessione ramo d’azienda: i requisiti di autonomia
La Corte di Cassazione conferma che una cessione ramo d'azienda è inefficace se il ramo trasferito non possiede i requisiti di autonomia funzionale e preesistenza rispetto al trasferimento. La Corte ha respinto i ricorsi di un istituto bancario e di una società di servizi, ribadendo un principio consolidato a tutela dei lavoratori. Per i dipendenti che nel frattempo avevano raggiunto una conciliazione, è stata dichiarata la cessazione della materia del contendere.
Continua »
Onere della prova: risarcimento e CTU, il caso
Un locatore chiedeva il risarcimento per i gravi danni subiti da un immobile locato ad uso scolastico. Dopo una vittoria in primo grado basata su una CTU, la Corte d'Appello ribaltava la decisione, negando il risarcimento per carenza di prove. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la decisione d'appello, dichiarando il ricorso inammissibile. Il punto centrale è l'onere della prova: non può essere soddisfatto da una perizia basata su 'buon senso' e supposizioni anziché su dati oggettivi. La Suprema Corte ribadisce che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma verificare la corretta applicazione della legge.
Continua »
Contributi su preavviso: obbligatori anche se rinunciato
Una società ha contestato una richiesta di pagamento dell'INPS per contributi sull'indennità sostitutiva di preavviso, che i suoi ex dipendenti avevano rinunciato in sede di conciliazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di versare i contributi su preavviso è una questione di diritto pubblico, indipendente dagli accordi privati tra azienda e lavoratore. L'obbligazione sorge quando il diritto all'indennità matura, non quando viene pagata, e la rinuncia del lavoratore non può estinguere il debito contributivo verso l'ente previdenziale.
Continua »