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Art. 434 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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Prescrizione del reato: quando prevale l’assoluzione?
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prevalenza tra la **prescrizione del reato** e l'assoluzione nel merito. Un imputato aveva impugnato la sentenza d'appello che dichiarava estinti i reati per prescrizione, chiedendo invece il proscioglimento pieno. La Suprema Corte ha ribadito che l'assoluzione prevale sulla prescrizione solo se l'innocenza emerge dagli atti in modo evidente e non contestabile (ictu oculi). Poiché nel caso di specie le prove erano ambigue e il ricorso richiedeva una rivalutazione dei fatti preclusa in sede di legittimità, l'impugnazione è stata dichiarata inammissibile.
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Prescrizione del reato: stop alla pena in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una sentenza di condanna emessa in appello tramite concordato. Il ricorrente ha eccepito la mancata rilevazione della prescrizione del reato per uno dei capi d'imputazione, maturata prima della decisione di secondo grado. La Suprema Corte, accogliendo il ricorso, ha dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione e ha rideterminato direttamente la pena complessiva, eliminando la quota relativa al reato estinto, confermando che il concordato non impedisce di far valere una prescrizione già maturata.
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Crollo di edificio: responsabilità e manutenzione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imputato ritenuto responsabile del crollo di edificio. Il disastro è stato attribuito alla colposa omissione di interventi di manutenzione necessari su un immobile in stato di abbandono. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché proponeva doglianze generiche e tentava una rivalutazione dei fatti non permessa in sede di legittimità, confermando che il reato non era prescritto a causa del raddoppio dei termini per i reati di disastro.
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Appello patteggiamento e ne bis in idem: i limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di applicazione della pena su richiesta (patteggiamento). L'imputato lamentava la violazione del principio del *ne bis in idem*, ma la Corte ricorda che i motivi di **appello patteggiamento** sono tassativi e non includono tale doglianza. Inoltre, la Corte ha ritenuto i fatti dei due procedimenti diversi sia temporalmente che sostanzialmente, escludendo la duplicazione del giudizio.
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